| (ACR) BANDO CASA, MANCUSI (UDC): FINANZIATE POCHE DOMANDE | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 06/11/2007 15.31.59 [Basilicata] | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
La pubblicazione della graduatoria relativa ai contributi per la ristrutturazione di immobili da parte del Dipartimento regionale alle Infrastrutture “merita alcune riflessioni sulle politiche per la casa messe in campo dalla Giunta regionale”. Lo sostiene il consigliere regionale Agatino Mancusi (Udc), che ricorda come, “a fronte di 16.489 pratiche esaminate ne risultano finanziate solo 549, pari al 3,33 per cento, per un impegno finanziario di circa 13.500.000,00 euro”. Per Mancusi “il finanziamento di sole 549 pratiche rappresenta solo una goccia nel mare dei bisogni relativi alle esigenze abitative dei lucani sia in termini quantitativi che qualitativi”. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Da oggi postare un articolo è ancora più semplice! Basta infatti mandarlo a: terenzio.bove@aiab.it
martedì 6 novembre 2007
lunedì 5 novembre 2007
Mentre il ministero per le Politiche agricole ritira i finanziamenti per la promozione del bio, si alleano "Saporbio" e "Lucca comics & games". E intanto in Inghilterra la scienza conferma: bio è più salutare
La notizia della settimana sarebbe che, se qualcuno aveva ancora dei dubbi, la scienza conferma: il cibo biologico fa bene alla salute, e non solo al pianeta al quale risparmia l'uso di pesticidi e concimi chimici. La notizia sarebbe stata questa: perchè poi ne è arrivata un'altra. Il ministero per le Politiche agricole e forestali ha fatto, come dire?, una magia. Un colpo di bacchetta - pardon: di penna - e, zac!, sono spariti i 5 milioni di euro stanziati ormai tre anni fa per la promozione dei consumi biologici.
Con i soldi sono spariti anche i bandi di gara del gennaio e dell'agosto scorsi, relativi rispettivamente al "Programma di azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici - Sviluppo della comunicazione istituzionale", e al "Programma di azione nazionale per l'agricoltura biologica e i prodotti biologici - Promozione della domanda interna ed internazionale". Del primo bando era perfino pronta la graduatoria, del secondo erano già pervenute le offerte. Come non detto, come non fatto, come non lavorato. Burocrati ed operatori ci hanno pur dedicato del tempo: hanno redatto il bando, presentato le offerte, stilato la graduatoria. Soprattutto, come non stanziato. Il ministero sostiene che sarebbe stato inutile, anzi dannoso spendere quei soldi per promuovere il bio: in primavera dovrebbe arrivare il logo europeo del biologico, è in corso la preparazione di nuove norme quadro nazionali sul biologico, e quindi, dice, produttori e consumatori sarebbero andati in confusione.
Nella certezza di non mandare in confusione nessuno, il biologico intanto cerca nuove strade, anche assai poco convenzionali, per farsi conoscere. Sabato l'attore Marco Columbro ha tenuto a battesimo la partnership fra "Lucca comics & games", l'evento nazionale più importante dedicato ai fumetti (quasi 400 espositori provenienti da tutto il mondo distribuiti su una superficie coperta di 16 mila metri quadrati), e "Saporbio", la mostra mercato dedicata all'alimentazione biologica organizzata a Viareggio dallo stesso Columbro, che da anni, battendosi su più fronti, si è fatto alfiere della causa del cibo biologico e dello stile di vita ad esso legato. Contemporaneamente l'artista lucchese Riccardo Pieruccini ha disegnato tavole dedicate al modo di vivere ecologico e biologico. Esse saranno esporte a Viareggio durante "Saporbio 2008".
In mancanza dei finanziamenti ministeriali e in attesa di "Saporbio" e dei suoi fumetti, a chi produce e consuma prodotti bio farà bene sapere che la scienza, se mai qualcuno aveva ancora dei dubbi, ha dato la conferma ufficiale: i cibi bio sono più nutrienti di quelli ottenuti con metodi convenzionali. L'ha stabilito l'Università di Newcastle, in Inghilterra, che sta spendendo quattro anni di tempo (finirà nel 2008) e 18 milioni di euro provenienti da fondi europei per studiare le differenze fra alimenti prodotti con l'agricoltura convenzionale e alimenti da agricoltura biologica.
Gli studiosi di Newcastle devono ancora capire cosa, e come, causa questa differenza. Però una cosa è ormai assodata: frutta, verdura e latte biologico contengono una quantità maggiore di benèfici antiossidanti rispetto ai loro omologhi dell'agricoltura convenzionale. E questo dovrebbe mettere la parola "fine" ad una vecchia serie di vecchie polemiche. Verdure bio come lattughe, cipolle, pomodori e cavoli contengono il 20-40% di antiossidanti in più rispetto a quelle dell'agricoltura convenzionale. Il latte delle mucche allevate con il metodo biologico addirittura il 50-80% in più. In attesa che il ministero per le Politiche agricole voglia spendere qualche soldo affinché informazioni come queste giungano a tutti i consumatori, il settore biologico cerca di far da sé. Anche passando attraverso ai fumetti. (greenplanet)
domenica 4 novembre 2007
Il premio Nobel per la scoperta del Dna aveva parlato di neri dall'intelligenza inferiore
Oggi la marcia indietro: "Sono mortificato, non ci sono prove, giusto arrabbiarsi"
Dopo le frasi razziste Watson chiede scusa
"Ma come ho fatto a dire certe sciocchezze?"
Il Cold Spring Laboratory di New York ha sospeso la collaborazione con lo scienziato
"Ma come ho fatto a dire certe sciocchezze?"" width="280">
James Watson dietro il modellino della doppia elica del Dna
Watson dunque non smentisce le dichiarazioni fatte e non lamenta di essere stato frainteso, semplicemente sostiene di essersi espresso male e di aver parlato con leggerezza. "Non posso che presentare le mie scuse senza riserve - ha affermato - Non è quello che volevo dire. E soprattutto non vi sono basi scientifiche per sostenere tali tesi".
Giorni fa il premio Nobel aveva sostenuto che i test scientifici indicano che gli africani - ma anche i neri americani - sono meno intelligenti degli occidentali. A corollario di questa affermazione, Watson aveva anche spiegato di essere pessimista sul futuro dell'Africa perché "tutte le nostre politiche sociali sono basate sul fatto che la loro intelligenza (degli africani) sia uguale alla nostra quando tutti i test svolti dicono il contrario".
In seguito a queste dichiarazioni pubblicate dal Sunday Times, il museo della Scienza di Londra ha cancellato una prevista conferenza del premio Nobel. Allo stesso modo il prestigioso laboratorio di Cold Spring Harbor, nello stato di New York, dove furono svolti gli esperimenti decisivi per la scoperta del Dna, ha deciso di sospendere la collaborazione con il genetista. (da repubblica)
giovedì 1 novembre 2007
Società civile divisa su Halloween, la notte delle streghe.
Festa pagana che raccoglie i favori di metà della società civile e che il Vaticano da sempre guarda con diffidenza, anche per la vicinanza della ricorrenza con la celebrazione cristiana dei morti. Ma ora i tempi, almeno in parte sono cambiati. E anche il cattolicesimo sembra ammorbidirsi sulla ricorrenza simboleggiata dalla zucca che si richiama al capodanno celtico. Va cerchiamo di capire che cos’è questa festa.
Halloween (corrispondente alla vigilia della festa cristiana di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra il 31 ottobre. Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire al 4000 a.C., quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre la terra si prepara all'inverno ed era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.
In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. All'incirca nel 2300 a.C. questa popolazione iniziò a spostarsi dalle isole Britanniche fino all'area del Mar Mediterraneo. Questo popolo festeggiava la fine dell'estate con Samhain, il loro capodanno. In gaelico Samhain significa infatti "fine dell'estate" (Sam, estate, e Fuin). A sera tutti i focolari venivano spenti e riaccesi dal "sacro falò" curato dai druidi a Tlachtga, vicino alla reale collina di Tara.
Nella dimensione circolare del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti (Tir na n'Og) si assottigliava ed i vivi potevano accedervi.
I celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l'usanza del trick-or-treating.
Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.
Si ricollega forse a questo la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?" ("Trick or treat" nella versione inglese). Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse.
Con il dominio romano fu esportata in Britannia la festa di Pomona, una festa del raccolto che venne associata a Samhain.
Il cristianesimo, come già la dominazione romana, tentò di incorporare le vecchie festività pagane dando loro una connotazione compatibile con il suo messaggio.
Papa Bonifacio IV istituì la festa di tutti i santi; nella festa, istituita il 13 maggio 610 e celebrata ogni anno in quello stesso giorno, venivano onorati i cristiani uccisi in nome della fede. Per oltre due secoli le due festività procedettero affiancate, sino a che papa Gregorio III (731-741) ne fece coincidere le date. Secondo altre fonti, fu invece Sant'Odilone di Cluny che nel 1048 decise di spostare la celebrazione cattolica all'inizio di novembre al fine di detronizzare il culto di Samhain. Quell'anno l'Ognissanti fu spostata dal 13 maggio al 1 novembre per dare ai cristiani l'opportunità di ricordare tutti i santi e, il giorno dopo, tutti i cristiani defunti (Commemorazione dei Defunti). Per questo nei paesi di lingua inglese la festa divenne Hallowmas, che significa "messa in onore dei santi"; la vigilia divenne All Hallows Eve, che si trasformò nel nome attuale, Halloween.
Le popolazioni celtiche cominciarono a non fare più differenza tra le due e, già nel XVI secolo, si era quasi del tutto persa la memoria della vecchia tradizione. Si ebbe, inoltre, una recrudescenza di proibizionismo dal 1630 al 1640, quando la chiesa cattolica fece in modo di far sopprimere ogni festa di tipo pagano legata a questa ricorrenza.
Alcuni storici ritengono, inoltre, che il ruolo femminile nella società celtica fosse paritario all'uomo e che nella festa di Samhain le donne fossero protagoniste. Secondo loro la concezione della donna come sottomessa all'uomo sarebbe stata introdotta dal cristianesimo o, quantomeno, questo l'avrebbe fortemente incentivata. La connotazione femminile dell'antica festa celtica potrebbe essere stato un ulteriore incentivo a voler cancellare il significato originario della festa di Samhain. Ipotesi del genere nascono dal pregiudizio diffuso sulla responsabilità del cristianesimo in tutto ciò che ha degradato l'umanità. La realtà storica è che la donna era sottomessa all'uomo in quasi tutte le culture antiche, specialmente in quella greca e romana.
Così scrive Rodney Stark, un sociologo statunitense (non cattolico), nel suo libro The Rise of Christianity, all'inizio del capitolo dedicato al ruolo delle donne nell'affermazione del cristianesimo: «In mezzo alle denunce contemporanee della cristianità come patriarcale e sessista, viene facilmente dimenticato che la chiesa delle origini era talmente attraente per le donne che nel 370 l'imperatore Valentiniano inviò un ordine scritto a papa Damaso, richiedendo che i missionari cristiani smettessero di visitare le case di donne pagane. Sebbene alcuni scrittori classici abbiano sostenuto che le donne erano facile preda di ogni superstizione straniera, i più hanno riconosciuto che la cristianità era per loro insolitamente attraente perché all'interno della sottocultura cristiana le donne godevano di uno status molto più elevato di quello delle donne nel mondo Greco-Romano in generale»[1]
È diffusa l'idea che furono gli irlandesi a inventare le celebrazioni di Halloween negli Stati Uniti; in realtà, questa ricorrenza è legata al passato della maggior parte dei popoli europei, ognuno con le proprie tradizioni. È negli Stati Uniti che tutte queste tradizioni confluirono fino a portare alle moderne celebrazioni.
Inizialmente era una festa regionale, le cui caratteristiche erano legate alle culture degli immigrati ed alla fede religiosa personale.
In epoca vittoriana furono gli strati più elevati della società ad impadronirsi della festa: era di moda, negli Stati Uniti, organizzare feste, soprattutto a scopo benefico, la notte del 31 ottobre. Era necessario eliminare i collegamenti con la morte ed amplificare i giochi e la parte scherzosa della festa.
Già nel 1910 le fabbriche statunitensi producevano tutta una serie di prodotti legati unicamente a questa festa. Prende in questo periodo la connotazione di "notte degli scherzi" o "notte del diavolo", durante la quale ci si abbandonava all'anarchia ed erano ricorrenti gli atti di vandalismo, fino al punto da ritenere opportuno l'annullamento della festività.
Con la seconda guerra mondiale si fece leva sul patriottismo americano e la festa servì a tenere alto il morale delle truppe ed il vandalismo degli scherzi di peggiore specie venne eliminato.
Terminato il conflitto mondiale i bambini si impossessarono della festa, anche grazie alle aziende, che dedicarono a loro tutta una serie di costumi, dolci e gadget trasformando la festa in un affare commerciale. Alimentarono l'affare con storie di lamette nei dolci e avvelenamenti di caramelle fatte in casa, inducendo gli americani a volgersi verso dolci preconfezionati.
È usanza ad Halloween intagliare zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all'interno.
Questa usanza nasce dall'idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti). Questa usanza fa riferimento anche alle streghe, che nei tempi più remoti venivano bruciate sui roghi o impiccate; infatti, oggi si pensa che queste vaghino nell'oscurità della notte per rivendicare la loro morte (abbigliate in maniera più o meno orrenda) e ne approfittano per usare il loro potere ad Halloween, quando quest'ultimo aumenta in misura maggiore rispetto alla loro normale paranormalità. L'usanza è tipicamente statunitense, ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l'uso di zucche o, più spesso in Europa, di fantocci rappresentanti streghe e di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell'Emilia-Romagna, dell'alto Lazio e della Toscana, dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di zozzo).(wikipedia )


lunedì 29 ottobre 2007
| PREZZI, IRREGOLARE 1 ETICHETTA DI FRUTTA SU 4 | | | |
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| Coldiretti chiede maggiori controlli nei mercati contro ortofrutta straniera spacciata come italiana "Nonostante gli obblighi di legge - afferma Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova - almeno una etichetta su quattro nei banchi di vendita è irregolare poiché non indica la provenienza, con il rischio che vengano spacciati come italiani prodotti stranieri con effetti speculativi sull'andamento dei prezzi. Anche nei nostri mercati sono necessari maggiori controlli perché non sempre le indicazioni dell'origine, della categoria e del prezzo sono chiare. La mancanza delle etichette con l'indicazione dell'origine impedisce di fare scelte consapevoli e di capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese e quale è quindi il momento migliore per acquistare le arance, i kiwi o le pere, che evidentemente non sono presenti in Italia dodici mesi all'anno. Inoltre cresce il rischio che senza saperlo i consumatori, pensando di acquistare pomodori campani o pugliesi, verdure siciliane o venete o frutta secca di prima qualità portino a casa a caro prezzo un prodotto di scarto di origine belga, olandese, spagnola, marocchina o turca". In relazione al piano contro le speculazioni varato dal Governo per i settori dei cereali e del latte, Coldiretti Padova sottolinea l'importanza di far applicare le norme del decreto legislativo 306/02 che definiscono le sanzioni per chi non rispetta l'obbligo di indicare in etichetta le informazioni relative all'origine, alla categoria, alla varietà, nonché al prezzo della frutta e verdura messe in vendita sia nel caso di prodotti confezionati che in quelli venduti sfusi, per i quali possono essere utilizzati appositi cartelli o lavagnette. Del resto le speculazioni sui prezzi sono sempre in agguato. "Secondo i dati rilevati dall'Istat - aggiunge Walter Luchetta, direttore di Coldiretti Padova - per la frutta si è registrato a settembre un aumento dei prezzi al consumo del 5,6 per cento mentre alla produzione in campagna i prezzi sono stati sostanzialmente stabili (+1,74 per cento) sulla base dei dati Ismea". Ufficio Stampa Coldiretti Padova | |
domenica 28 ottobre 2007
RADUNO MONTA WESTERN A MARSICO NUOVO
Carmine Buono del Country club di Satriano si aggiudica il primo premio
Marsico Nuovo - La manifestazione appartenente al mondo “della monta western” svoltasi a Marsico Nuovo presso il centro ippico “Le sorgive Ranch” , non poteva essere che lusinghiera e positiva. Lo sport equestre che si richiama alla NBHA (National Barrel Horse Association) di chiara ispirazione americana, ha trovato nel centro valligiano un nuovo polo di aggregazione. La cittadinanza, ha risposto alla grande, scoprendo un nuovo filone sportivo che fa del contatto con la natura e della passione per i cavalli un punto di unione.
Per prendere parte alle gare, sono arrivati nel centro valligiano numerosi cavalli anche di particolare prestigio e valore e provenienti anche da regioni limitrofe. I cavalieri, di ogni età (i più piccoli, Luca Danella 13 anni e Francesco Bruno 15 anni) hanno gareggiato nelle varie specialità. Le tipologie del “Pole Banding” e del “Barrel Racing”, si sono caratterizzate come gare di regolarità a cronometro su un percorso segnato da sei paletti posti il linea retta per il Pole, mentre il Barrel è consistito nel dribblare tre barili posti ai tre spigoli di un ideale triangolo isoscele. Tutti i partecipanti hanno dato dimostrazione di come in questo sport il cavallo deve essere considerato il fattore primario, più importante di qualsiasi altra cosa. Infatti il benessere del cavallo deve predominare sulle esigenze dei cavalieri.
Le discipline Performance Western vengono praticate con l’obbiettivo di avvicinare all’equitazione americana i cavalieri di ogni livello e migliorare le tecniche equestri praticate nel nostro paese. Le gare quindi offrono un’occasione di raffronto simultaneo per considerazioni di tipo sportivo e culturale. Le gare di Performance sono la naturale parte agonistica del progetto delle Associazioni di scuola western rispettando il regolamento F.I.S.E.
Il primo premio è andato al cavaliere Carmine Buono, secondo classificato Antonio Giovinazzo entrambi del Cuntry club di Satriano, mentre terzo si è classificato Antonio Nardozza del club di Tito. Quarto e quinto classificato Antonio Orlando e Carmine Danella della associazione ospitante “sorgive ranch”. Grande soddisfazione è stata espressa dal patron della manifestazione Giuseppe Bruno che ha invitato i numerosi spettatori accorsi ad avvicinarsi a questo sport per nuove ed avvincenti sfide.
Raduno di monta western a Marsico Nuovo
Alle gare FISE circa 40 partecipanti provenienti anche dalla Puglia, Campania e Calabria.
Marsico Nuovo- Le opportunità che vengono dall’equiturismo sono molteplici e consentono di promuovere in maniera unitaria ma con chiara distinzione di ruoli le tante risorse ambientali, sociali ed enogastronomiche della Basilicata. Ad affermarlo il presidente dell’equiturismo Italia Salvatore Summa intervenuto alla conferenza di apertura del raduno di monta western in programma presso il centro ippico “le sorgive di Marsico Nuovo a cui hanno preso parte il consigliere regionale Gaetano Fierro, Il presidente dell’AIAB Basilicata Terenzio Bove ed il consigliere del comune di Marsico Nuovo Carmine Notarfrancesco.
L’equiturismo- ha spiegato Summa nella relazione introduttiva- si presenta alle comunità locali come un momento prezioso di condivisione dei temi e delle esperienze che si sviluppano nell’ambito rurale. Una manifestazione questa, incentrata sul ruolo innovativo dell’agricoltura: sempre più legato al tessuto economico e sociale, ma capace di guardare a funzioni nuove, attente alla sostenibilità ambientale, al paesaggio, alla tradizione, alla cultura e soprattutto praticare uno sport meraviglioso: il Turismo Equestre. Settore questo che avrebbe bisogno di maggiore attenzione, soprattutto da parte dei comuni, i quali dovrebbero farsi carico di promuovere progetti integrati al fine di favorire tale sport che concorre anche alla promozione del territorio. Il vicepresidente della terza commissione agricoltura della Regione, Fierro, intervenendo al dibattito ha confermato che la regione negli ultimi anni ha lavorato in questa direzione ed a tal proposito si è fatto carico della redazione di un piano di sviluppo rurale sul quale l’UE ha espresso encomio per il lavoro svolto. Nell’intervento non è mancato un riferimento all’aggregazione del Cilento e del Vallo di Diano alla Basilicata. Secondo Fierro tale azione storica arriverebbe a coronamento di una sentita e diffusa stagione ideale e che costituisce non solo l’approdo naturale di un processo culturale che viene da lontano, ma soprattutto l’affermazione di una volontà collettiva disposta a dichiarare, attraverso strumenti democratici, la propria partecipazione alla causa della Grande Lucania. Essa- continua Fierro- non è una identità geopolitica di oggi, ma è nata tanto tempo fa e si è sviluppata sulla base di valori quali la democrazia, la tolleranza, la libertà e la cultura. Basta pensare- conclude- che nel passato- si estendeva dalla Porta di Ascea fino alle Tavole Palatine di Metaponto, dal Promontorio di Capo Palinuro fino alla foce del Basento sullo Ionio. Nei vari interventi si è anche sottolineato come la multifunzionalità viene vista oggi dal settore agricolo come una opportunità economica per le aziende: infatti cerca di tradurre queste funzioni in forme di remunerazione che consentano la sostenibilità economica del settore, attraverso la fornitura di servizi, inclusi quelli per i quali il pagamento diretto da parte della collettività tradizionalmente non avviene (es. alcuni servizi d’uso del territorio agricolo e forestale). L’entità di questa richiesta di servizi è continuamente crescente. Le loro caratteristiche sono le più varie, in relazione al cambiamento del tenore di vita medio e ad una maggiore disponibilità di tempo libero per larghe fasce della popolazione. Anche il rapporto con il territorio chiama l’agricoltura in modo sempre più esplicito a svolgere direttamente un lavoro di salvaguardia e gestione delle risorse, quali acqua, suolo e vegetazione. In sintesi, i caratteri di multifunzionalità del territorio agricolo e rurale possono essere distinti, anche se in modo molto schematico, nelle quattro funzioni principali: produttiva, ambientale, paesaggistica, ricreativa. Dal punto di vista delle politiche di settore, l’uso ricreativo delle risorse agricole è, insieme con il tema della conservazione della biodiversità, uno degli obiettivi prioritari di riqualificazione dell’attività agricola. Alle funzioni ricreative è assegnato, in particolare, un ruolo fondamentale nel favorire i processi di sviluppo rurale. La giornata è stata anche occasione per raccogliere firme contro gli OGM. (TB)
venerdì 26 ottobre 2007
IN EUROPA IL PARTITO DEI CONTRARI AGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI HA DUE ALLEATI IN PIÙ
Il Presidente francese Sarkozy e il Commissario Ue Dimas a sorpresa si schierano contro gli ogm. Si potrebbero delineare forse nuovi scenari e nuovi equilibri tra gli Stati membri, ma intanto vengono aperte le porte all’importazione di altri cibi biotech
Un no alla coltivazione degli Ogm in Europa si è alzato con forza all'interno della Commissione europea e rischia di travolgere l'intero collegio dei commissari che, a grande maggioranza, sembra invece favorevole a introdurre su larga scala in Europa le semine di prodotti transgenici. E' stato Stavros Dimas a rompere il fronte del sì proponendo di rifiutare le richieste di coltivazione di due mais transgenici: il Bt11 della multinazionale Syngenta e il 1507 della società Pioneer, nonostante l'Efsa (l'agenzia europea per la sicurezza alimentare) avesse dato per entrambi parere favorevole. Nello stesso momento Sarkozy ha deciso di sospendere la coltivazione di organismi geneticamente modificati in Francia finchè non se ne discuterà ulteriormente entro la fine dell'anno.
"Ci sono pesticidi ogm. Ho deciso di sospenderne la coltivazione per precauzione", ha detto il Presidente parlando della nuova politica ambientale del paese.
"Questo tipo di moratoria è contraria alla legislazione europea". Barbara Helferich, portavoce del commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas, ha commentato cosí la proposta del presidente francese, Nicolais Sarkozy, di "congelare" la situazione attuale sugli Ogm fino all'esame della legge nel gennaio 2008. Smentite e controsmentite, che creano soprattutto una grande confusione.
La Commissione Ue, negli stessi giorni di queste sortite ecologiste, ha aperto le porte a una barbabietola e a tre nuove varietà di mais transgenici, tra cui l'Herculex, destinati all'alimentazione umana e animale. Potranno essere importati in Europa, ma non coltivati, da Monsanto, Pioneer e Dow AgroSciences.
Da quando nel 2004 è caduta la moratoria europea contro gli ogm, la Commissione ha autorizzato l'importazione di 15 prodotti biotech, sempre giocando sulla mancanza di accordo tra gli Stati membri, spaccati tra favorevoli e contrari e costantemente incapaci di formare una maggioranza in grado di bocciare o approvare definitivamente le singole varietà. Tale permanente stato di incertezza provoca tensioni alla vigilia della scottante decisione della Commissione sulla coltivazione della ormai famosa "superpatata" biotech prodotta dalla Basf, il cui arrivo rappresenterebbe sì una rivoluzione nei rapporti con il transgenico alla quale si aggiungerebbero una serie di timori legati alla salute umana: la patata Amflora, infatti, è uno dei pochi ogm su cui gravano seri dubbi di pericolosità in quanto, si sospetta, sviluppa una resistenza dell'organismo agli antibiotici. Inoltre aprirebbe la strada alle colture transgeniche, oggi praticamente inesistenti nel Vecchio Continente, nonostante l'Ue non abbia regole contro la contaminazione accidentale delle colture biologiche da parte di quelle ogm.
di T NLe tradizioni popolari lucane
La piu' antica "Festa dei Maggi" si svolge ad Accettura (Matera): avviene in due tempi, all'Ascensione e a Pentecoste, quando si sceglie prima l'albero piu' alto e diritto del bosco di Montepiano "il Maggio" e poi la "cima", l'agrifoglio da issare sul cerro. Il taglio del cerro comporta un'enorme fatica e quando il tronco sta per cadere vi e' il rito del pianto simulato per celebrare l'agonia della pianta. Poi avviene la processione dei buoi, dieci coppie, dal bosco in paese con un andare ieratico e lento. In piazza si cerchera' con una spettacolare gara di abilita' di abbattere le targhette legate alla "cima" e si avra' ogni volta un premio. la festa e' dedicata a S. Giuliano, protettore del paese, e la processione vede le donne impegnate a portare sul capo dei grandi "Cinti", ceri decorati ed addobati con nastri e fiori. Si vuole credere che la scalata finale dei due alberi sia rappresentativa dell'intervento dell'uomo che "domina la natura".
Successivi ad Accettura, i Maggi di Castelsaraceno (Potenza), per la festa di S. Antonio, si chiama festa dell'antenna (l'albero) e si svolge il 19 giugno, con inizio, pero', il 12, con la scelta dell'albero.
Anche a Rotonda (Potenza) viene celebrata a S. Antonio la "festa del pitu" l'albero trovato nei boschi vicini, sul Pollino, da gruppi di gente guidati dal "caporale" il giorno 9 giugno. Il 13 giunge in paese il tronco piu' grande mentre prima erano arrivati circa 50 abeti medi. Il "pitu" viene poi sollevato con sopra il caporale, mentre dopo si venderanno i tronchi all'asta per finanziare la festa.
Vi sono poi le usanze, come quella del "ceppo": un uomo a seconda del carattere della donna amata le mette un ceppo davanti alla porta di casa; se lei accetta si possono fidanzare, altrimenti il ceppo verra' fatto rotolare per la strada. Cio' soprattutto nelle campagne di Val d'Agri.
Scomparso l'uso di mettere un aratro in miniatura sotto il cuscino del moribondo se l'agonia si prolunga va, sussiste invece quella del "lamento funebre" di vicine di casa dette prefiche, a volte soltanto come presenza e dialogo continuo con i parenti durante la notte intera per evitare che essi si addormentino e il defunto ne soffra. L'uso e' diffuso sia in provincia di Matera (Pisticci, Stigliano, San Mauro Forte, San Giorgio Lucano) che in provincia di Potenza (Senise, Pietragalla, Missanello, Nemoli). L'antichita' del lamento funebre e' attestata, oltre che dalla parte musicale, anche dal testo che, con l'assenza assoluta di invocazioni alla Vergine e ai santi, denuncia chiaramente un'origine precristiana. Questo lamento viene fatto dalle donne della famiglia o da qualche vicina particolarmente versata nel "pianto" in occasione di una morte; le donne si stringono attorno alla salma e si "lamentano" e in queste lamentazioni rievocano le qualita' del morto ricordando anche vari episodi della vita terrena. "La struttura del lamento funebre - ha scritto Ernesto De Martino - si articola in tre momenti distinti : la scarica d'istinti con accentuata tendenza autolesionistica, le stereotipie verbali, mimiche e melodiche e la singolarizzazione del dolore merce' la variazione". Appena avviene il decesso infatti le donne si abbandonano a scene di isteria, urlando, graffiandosi il volto, strappandosi i capelli; in un secondo momento il dolore si organizza, i gesti si coordinano e la disperazione viene espressa mediante moduli verbali, melodici e ritmici. Da questo secondo momento "generico" si passa alla caratterizzazione del defunto.
Dice un "lamento" registrato a Pisticci: "Gioacchino mio, bene della tua donna, che morte improvvisa, bene della tua donna, oh! che mani pregiate che avevi. Quanta fatica hai fatto con queste mani, bene della tua donna. E ora ti debbo dire che cosa ti ho messo nella cassa, bene della tua donna: due camicie, una nuova e una rattoppata, bene della tua donna; la "tovaglia" per pulirti la faccia nell'altro mondo, bene della tua donna; e due paia di mutande una nuova e una con una toppa sul sedere; e poi ti ho messo la pipa, bene della tua donna. E ora per chi debbo mandarti il sigaro all'altro mondo bene della tua donna?".
L'aldila' nel quale si muove il defunto, come appare da questo lamento di Pisticci, come del resto dagli altri, non presenta nessuna caratteristica dell'aldila' cattolico; e' vicino invece al mondo precristaino; infatti il lamento funebre lucano puo' essere considerato la sopravvivenza di un modo di "lamentarsi" diffuso nel mondo antico. Alla musica arcaica delle ninne-nanne si accompagna invece un testo che in misura maggiore o minore risente del cattolicesimo.
Ecco un ninna-nanna raccolta a Forenza (Potenza):
Ninna nanne, ninna cantenne, mamma di Criste,
annuncele la memnne, mamma di Criste,
annucele ru latte, te vole benedi' chi t'ave fatte;
T'ave fatte e ti vole mantenere, figlie,
statte a lu munne pi uarere;
uarisce figlie lu munne pe' cint'anne,
uarisce, cose belle di la mamm.
Per quel che riguarda gli strumenti con i quali viene eseguita la musica, i piu' diffusi sono il 'cupa-cupa' (il tamburo a frizione dell'area mediterranea), la zampogna, il flauto dritto, lo scacciapensieri. Per Carnevale, molte le tradizioni: tra le piu' dolci, perche'‚ legate ad un coinvolgimento di ogni eta', la Sagra della Polenta a Nemoli (Potenza), ove si prepara in un'enorme caldaia di rame, lavorata a mano nella vicina Rivello, la si distribuisce a tutti e soprattutto la si va a portare agli anziani infermi o alle famiglie piu' antiche del luogo. Per S. Giuseppe a Ripacandida e a Castelsaraceno (Potenza), i falo'. A Castel luccio Inferiore (Potenza), la vigilia di S. Giuseppe si accendono i 'focarazzi' falo' di fascine di ginestra che i ragazzi vanno 'rubando'. Ma si finge di 'rubare', naturalmente. Vi e' l'intento ludico e poi quello aggregante, il bivacco all'aperto dei 'feraiuoli' per la fiera dei Santo. All'Annunciazione, il 25 marzo, i bambini di Pescopagano (Potenza) passano attraverso rovi tagliati e disposti a forma di cerchio.
Molte le feste della Settimana Santa (Maschito, Ruvo, Villa d'Agri in provincia di Potenza; Matera, Aliano, in provincia di Matera): la piu' spettacolare e', comunque, la Processione dei Misteri a Barile (Potenza) nel primo pomeriggio dei Venerdi' Santo. il corteo si snoda per 5 chilometri, aperto da tre centurioni a cavallo e da tre bambine vestite di bianco (le tre Marie); seguono poi una ragazza vestita di nero con lo stendardo recante i segni della Passione di Cristo e 33 bambine vestite sempre di nero, simbolo degli anni di Cristo. Poi centinaia di altri personaggi. li Cristo e' un giovane digiuno da molti giorni per raggiungere lo stato di grazia. Il personaggio piu' insolito e' la Zingara , la piu' bella ragazza del paese, abito scintillante e ricoperta dei gioielli della gente piu' facoltosa di Barile. E' un chiaro richiamo alle origini albanesi dei paese. Infatti molto vivo sono poi le comunita' e gli usi dei 5 paesi detti 'comunita' tipiche', rispetto alle 'comunita' atipiche' di origine arberesh. Le prime sono a Barile, Ginestra e Maschito nella zona del Vulture, quasi ai confine con la Puglia; e a San Costantino Albanese e a San Paolo Albanese nel massiccio dei Pollino. Le 'comunita' atipiche' sono invece quelle di Brindisi di Montagna, a cui si arriva da una deviazione sulla Basentana (Potenza- Ferrandina); di Cersosimo, sul Pollino, di San Chirico Nuovo, un paesetto molto interno, a monte dell'Appia parallela alla Basentana; 'San Giorgio Lucano poco piu' a nord di Cersosimo, sempre nella vale dei Sarmento; San Martino d'Agri, in vai d'Agri (dallo svincolo di Atena Lucana, sull'Autostrada SA-Reggio, allo Ionio). Atipiche perche'‚ miste alla cultura locale e spesso completamente assimilate. I canti albanesi sono splendidi, nenie struggenti e malinconiche, spesso cantati in costume che si tramanda di madre in figlia.
La piu' bella tradizione avviene a San Costantino Albanese il 21 maggio, il giorno di S. Costantino. Alla processione in costume, segue il rito dell'incendio e dell'esplosione dei nusasit, fantocci vestiti di costumi popolari molto variopinti. A San Severino Lucano (Potenza), la prima domenica di luglio si va al Santuario dei Pollino (1537 metri) con una suggestiva processione in costume. A Baragiano, in provincia di Potenza, il lunedi' dopo Pasqua, si battezza un bambino: la mamma lo porge ad una coppia (uomo e donna) che lo fa passare per tre volte in un cerchio di cespugli di more.
A Potenza, il 29 maggio si celebra la "Sfilata dei Turchi", che avveniva fino al 1885 il 12 maggio ma dal 1886 la data venne spo stata al 29 maggio per le migliori condizioni climatche. La sfilata precede di un giorno i festeggiamenti in onore di S. Gerardo patrono della citta' che, di famiglia piacentina fu Vescovo di Potenza dal 1111 al 1119. Le origini della festa si fanno risalire all'VIII secolo quando, in una notte di maggio, fitte truppe di predoni saraceni, ormeggiata la galea alla foce dei Basento, risalirono con zattere il corso dei fiume sino a Potenza, capitanati dal gran saraceno dalla barba bianca. Colti di sorpresa cittadini sarebbero stati vinti se non fosse apparsa in celo una luce con una schiera di angeli che portato il panico fra i saraceni diedero ai potentini il tempo di riorganizzarsi. La folla grido' al miracolo del patrono della citta' S. Gerardo. La sfilata si svolge di sera con tutti i personaggi della leggenda;' si parte dalla Cattedrale. In prima linea araldi e alfieri poi bambini vestiti da angioletti a piedi e a cavallo; vengono gli schiavi saraceni che trainano la galea nella quale sono sistemati due bambini vestiti da angioletti e uno da S. Gerardo. Saraceni a cavallo precedono la ricca carrozza dei Gran Turco, scherzosamente soprannominato dei potentini 'Cipollino'. Seguono i nobili e gli arcieri con gli stendardi delle quattro porte della citta'. Dopo il Conte e la Contessa, chiude la sfilata il tempietto con l'effigie illuminata di S. Gerardo.
A Nemoli, nella valle dei Noce, tra Lagonegro e Maratea, il giorno dei Corpus Domini, si copre il corso principale con un tappeto di fiori di ginestra a forma di ostensori e calici, ricoperti di petali di rosa.
A Viggiano in provincia di Potenza (Vai d'Agri) la prima domenica di settembre, una processione di 4 ore sale dal paese al Santuario dei Monte (1725 m) lungo un sentiero che si scorge da valle, una teoria di figurine, in testa le 'cinte' (costruzioni di fiori), ogni tanto una fermata per riposarsi presso gli antichi altari di pietra. Il tutto accompagnato da sommessi canti in dialetto.
Vi sono poi i vari presepi, tra cui, bellissimo, quello vivente lungo i Sassi di Matera; a Gorgoglione (Matera) si mette ancora il ceppo nel camino ma da entrambi i coniugi altrimenti uno dei due rischia di morire prima dei prossimo Natale.
RADUNO DI MONTA WESTERN PRESSO L’AGRITURISMO BIOLOGICO VIGNOLA MARSICO NUOVO (PZ)
Marsico Nuovo- Tutto pronto per il secondo raduno di monta western organizzato dall’Agriturismo Vignola di Marsico Nuovo in Basilicata in programma sabato 27 ottobre a partire dalle ore 10.00. La disciplina di monta western si può definire vera prova di dressage per l'equitazione western. Ricco il programma delle gare FISE: barrel racing, pol bending e gimkana Western. Nell’ambito della manifestazione una interessante tavola rotonda per fare il punto sulle opportunità di sviluppo dell’equiturismo e l’agriturismo con la presenza del presidente di Equiturismo Italia Salvatore Summa, oltre a rappresentanti politici locali e regionali. Appuntamento- a detta degli organizzatori- all’insegna della multifunzionalità che rappresenta una delle chiavi strategiche di valorizzazione e sviluppo del settore. Secondo l’Unione europea, il termine multifunzionalità illustra “il nesso fondamentale tra agricoltura sostenibile, sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, conservazione del paesaggio e dell’ambiente, nonché garanzia dell’approvvigionamento alimentare”. In tal senso, la multifunzionalità viene vista oggi dal settore agricolo come una opportunità economica per le aziende: infatti cerca di tradurre queste funzioni in forme di remunerazione che consentano la sostenibilità economica del settore, attraverso la fornitura di servizi, inclusi quelli per i quali il pagamento diretto da parte della collettività tradizionalmente non avviene (es. alcuni servizi d’uso del territorio agricolo e forestale). L’entità di questa richiesta di servizi è continuamente crescente. Le loro caratteristiche sono le più varie, in relazione al cambiamento del tenore di vita medio e ad una maggiore disponibilità di tempo libero per larghe fasce della popolazione. Anche il rapporto con il territorio chiama l’agricoltura in modo sempre più esplicito a svolgere più direttamente un lavoro di salvaguardia e gestione delle risorse, quali acqua, suolo e vegetazione. In sintesi, i caratteri di multifunzionalità del territorio agricolo e rurale possono essere distinti, anche se in modo molto schematico, nelle quattro funzioni principali: produttiva, ambientale, paesaggistica, ricreativa. Dal punto di vista delle politiche di settore, l’uso ricreativo delle risorse agricole è, insieme con il tema della conservazione della biodiversità, uno degli obiettivi prioritari di riqualificazione dell’attività agricola. Alle funzioni ricreative è assegnato, in particolare, un ruolo fondamentale nel favorire i processi di sviluppo rurale. Lontano dal rumore quotidiano quindi, sarà possibile conoscere e vivere a cavallo uno dei territori più belli e incontaminati della nostra Lucania, in modo da poterne apprezzare storia, cultura, tradizioni e gastronomia e soprattutto praticare uno sport meraviglioso: il Turismo Equestre. Questi territori, infatti, raccontano la storia degli uomini che nei millenni l'hanno abitata, protetta, lavorata e coltivata, delle piante che qui hanno trovato habitat unici e singolari, degli uomini, dei prodotti naturali e tipici che offre il territorio, ed ancora potranno ammirare pascoli incontaminati e antiche tradizioni che oggi come ieri, sono rimasti nell'interezza delle forme, dei profumi e dei sapori altrove dispersi.
Durante la manifestazione l’AIAB Basilicata raccoglierà voti contro gli ogm.